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lunedì, 04 aprile 2016

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Art. 186 C.S.
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Il fatto lieve (tasso alcolemico da 0,5 a 0,8 ml) è stato depenalizzato e si incorre esclusivamente nella sanzione amministrativa. Cassazione sentenza  n. 38692/10: «Rileva la Corte che l’ipotesi di reato per la quale omissis è stata giudicata è quella di cui all’art. 186, co. 1, lett. a) codice della strada (guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8), fattispecie che è stata depenalizzata ai sensi della legge 30.7.2010 n. 120, art. 33, co. 4. L’intervenuta “abolitio criminis” (nel senso della intervenuta trasformazione dell’illecito penale in illecito amministrativo) comporta che deve essere emesso un provvedimento giurisdizionale di proscioglimento perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, provvedimento che può essere emesso da questa Corte, essendo lo “ius superveniens” applicabile di ufficio anche in Cassazione (v. sez. V 15.2000 n. 769 rv 215996) e deponendo in tal senso evidenti ragioni di economia processuale.Non ritiene il Collegio di trasmettere gli atti all’autorità amministrativa, in considerazione del principio di legalità - irretroattività operante sia per gli illeciti penali (art. 2 cp), sia per gli illeciti amministrativi (art. 1 legge 24.11.1981 n. 689 richiamata dall’art. 194 codice della strada), e non rinvenendosi nella legge 120 del 2010 una apposita previsione che imponga la trasmissione e che possa far ritenere derogato il suddetto principio di irretroattività (v. Sez. Un. 16.3.1994 n. 739 rv 197698)».

Cass. pen., Sez. VII, 20/01/2010, n. 10476: Ai fini del reato di guida in stato di ebbrezza, rientra nella nozione di guida la condotta di chi si trovi all'interno del veicolo (nella specie, in stato di alterazione, nell'atto di dormire con le mani e la testa poste sul volante) quando sia accertato che egli abbia, in precedenza, deliberatamente movimentato il mezzo in area pubblica o quantomeno destinata al pubblico. (Nella specie la movimentazione è stata desunta dalla posizione dell'autovettura, rinvenuta con motore e luci accesi, in zona della città diversa da quella di residenza del conducente). (Dichiara inammissibile, Trib. Monza, 15/04/2008). 


Trib. Napoli, 22/12/2009: In materia di guida in stato di ebbrezza, è necessario che lo stato di alterazione psico-fisica del conducente venga accertato nei modi previsti dall'art. 186 C.d.S. - D.Lgs. n. 285/1992, attraverso una verifica che tenga conto di elementi sintomatici esterni. Ne deriva che tale verifica può basarsi sull'osservazione empirica dell'organo accertatore, del tutto idonea al riconoscimento dello stato di alterazione psico-fisica.


Cass. pen., Sez. IV, 04/12/2009, n. 48026: Ai fini della configurazione del reato di guida in stato di ebbrezza (pur dopo le modifiche apportate all'art. 186 cod. strada dall'art. 4, comma primo, lett. d), D.L. n. 92 del 2008, conv. con modd. in L. n. 125 del 2008), lo stato di ebbrezza può essere accertato dal giudice, sulla base sole circostanze sintomatiche riferite dagli agenti accertatori, ma unicamente con riguardo alla fattispecie meno grave di cui all'art. 186, comma secondo, lett. a), cod. strada. (Rigetta, Trib. Melfi, 16/04/2009).


Trib. Vicenza, 06/07/2009: Nel reato di guida in strato di ebbrezza ex art. 186 del D.Lgs. n. 285 del 1992, costituiscono prove della penale responsabilità il contenuto del verbale di accertamenti urgenti, dal quale si evincono le modalità del fatto ed il riconoscimento dell’imputato, la testimonianza dell’accertatore ed i tagliandini dell’alcol test.

Le ipotesi previste dall'articolo 186 C.S. costituiscono tre diverse ipotesi di reato e non un reato unico circostanziato. Cassazione n. 43313/2008. «E' sufficiente in proposito osservare, pur dovendosi ammettere che i criteri di identificazione delle circostanze rispetto alle fattispecie autonome di reato pongono di solito problemi interpretativi di complessa soluzione (si veda in proposito il rilevante sforzo di sistemazione della materia compiuto da Cass. S.U. 10 luglio 2002, p.m. in proc. Fedi), che può darsi per acquisito che, ai fini dell'individuazione di una circostanza, condizione necessaria, seppur non sufficiente, è che la stessa si caratterizzi per la presenza di elementi "specializzanti" rispetto alla fattispecie "base".
Nel caso in esame, invece, è di tutta evidenza come non ricorra un rapporto di specialità tra le tre disposizioni.
Esse, disposte - come si è visto - in ordine crescente di gravità, modellata sul tasso alcolemico accertato, sono, invero, caratterizzate da reciproca alternatività, quindi da un rapporto di incompatibilità.
Si tratta, dunque, di fattispecie autonome di reato, destinate a non subire, come tali, il "gioco" del giudizio di bilanciamento tra opposte circostanze che potrebbe vanificare l'applicazione del più rigoroso trattamento sanzionatorio introdotto per le violazioni di maggiore entità.
La conclusione sembra trovare conferma letterale anche nel riferimento, in relazione ad ognuna delle tre ipotesi, all'accertamento del "reato" quale presupposto perché operi la conseguenza automatica della sospensione della patente di guida».

 
Sentenza Cassazione 25 settembre 2009, n. 37841.  - Reato di guida in stato di ebbrezza alcolica  - «In seguito alla differenziazione del trattamento sanzionatorio, collegata al diverso tasso di concentrazione alcolemica, introdotta con il Decreto Legge 23 maggio 2008, n. 92, articolo 4, comma 1, convertito dalla Legge 24 luglio 2008, n. 125, nel caso in cui l'accertamento dello stato di ebbrezza avvenga in base a semplici elementi sintomatici, senza l'ausilio di etilometro o di altro apparecchio di misurazione scientifica, e quindi senza la possibilita' di stabilire con esattezza il tasso alcolemico, il giudice, in aderenza al principio del favor rei, potra' applicare solo la sanzione penale piu' lieve di cui al testo vigente dell'articolo 186 C.d.S., comma 2, lettera a), (v. tra le altre, Sezione 3, 6 novembre 2008, Salvini)».

App. Catanzaro, Sez. I, 08/10/2009: Lo stato di ebbrezza alcolica del conducente di un veicolo, ai fini della ravvisabilità del reato previsto dall'art. 186 c.d.s. - D.Lgs. n. 285/1992, non deve essere accertato necessariamente con strumenti e procedure determinati dal regolamento, ma può essere dimostrato anche attraverso dati sintomatici, desumibili in particolare dalle condizioni del soggetto e dalla condotta di guida (difficoltà di linguaggio, andatura barcollante, lentezza e pesantezza dei movimenti, alito emanante sentore di alcool) i quali conservano la loro rilevanza probatoria accanto o meno all'indagine strumentale.


 

 

 

 
Guidare in stato di ebbrezza è pericoloso per se stessi e per gli altri: evitate di mettevi alla guida della vostra auto o della vostra moto se avete bevuto.
Considerate che anche quel che si è bevuto ad un pranzo o ad una cena può mettere fuori legge. In tal caso si deve fermare la macchina o far guidare
 un'amica o un amico che siano sobri e non in stato di ebbrezza.

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Ultimo aggiornamento:  04-04-16